Ambientalisti, guerra alla giunta ‘Fermate il piano strutturale’ – da repubblica

Ambientalisti, guerra alla giunta ‘Fermate il piano strutturale’

FRANCA SELVATICI

«Stop al piano strutturale. La giunta degli scandali urbanistici vorrebbe concludere il lavoro, accampando motivi di ordine economico e di occupazione. Impediamo loro di fare altri danni». Lo chiedono i Comitati dei cittadini di Firenze, che fanno parte della rete di Alberto Asor Rosa. Insieme con Italia Nostra, con il Comitato per la tutela paesaggistica del Galluzzo e con il Comitato ex Panificio Militare (Novoli e Rifredi), sollecitano la moratoria del piano strutturale fiorentino: che – accusano – prevede tre milioni di metri cubi di edificazioni in più (il 25% dei quali su nuovo suolo, il resto su aree dismesse, fra cui quelle ferroviarie), oltre all’ enorme operazione speculativa di Castello, alla rinuncia al disegno pubblico della città grazie a una sorta di prelazione agli imprenditori privati attraverso l’ istituto dell’ avviso pubblico, alla manomissione delle colline. «Il nuovo piano strutturale – spiega Maria Rita Signorini di Italia Nostra – introduce il nuovo concetto di collina urbana ed extraurbana. Molte aree collinari, sinora inedificabili, sono state incluse nell’ abitato. Così fra il Galluzzo e San Gaggio, così anche Rocca Pilucco e la collina delle Romite, il che fa pensare che saranno inzeppate di funzioni. Addirittura il parco ottocentesco della Villa dei Grandi Invalidi è stato diviso in due, una parte lasciata a parco urbano, l’ altra annessa ad abitato denso. è una cosa totalmente nuova, che fa rabbrividire». Secondo Italia Nostra e i Comitati, la salvaguardia delle colline – un punto fermo sin dal primo piano regolatore fiorentino, ribadito con l’ istituzione del parco delle colline – è messa a rischio dal nuovo piano strutturale, all’ interno del quale è stato denunciato anche l’ innalzamento della quota altimetrica del limite inferiore del parco delle colline. Peraltro – accusano i Comitati – l’ aggressione è già in atto da tempo a suon di varianti e di piani di recupero che sfruttano la possibilità, prevista dall’ attuale regolamento urbanistico, di demolire i cosiddetti edifici fuori contesto (vecchie manifatture, autorimesse, depositi di materiali, le cosiddette classi 6) e di sostituirli costruendo nuovi immobili con un «premio» in termini di aumento di volumi. In questo settore la società di progettazione Quadra, fondata nel 2000 dall’ ex capogruppo del Pd in Palazzo Vecchio Alberto Formigli e dall’ attuale presidente dell’ Ordine degli architetti Riccardo Bartoloni, è stata straordinariamente feconda. I Comitati si chiedono se ciò non dipenda dal fatto che durante la giunta Primicerio l’ architetto Bartoloni fu uno dei consulenti incaricati, fra l’ altro, di individuare gli immobili «fuori contesto». Al Galluzzo, in aree agricole di particolare pregio o nel centro storico minore dove non si può neppure aprire una finestra a tetto, la Quadra sta costruendo 18 villette a schiera in via del Podestà (il consiglio comunale ha approvato una variante al piano regolatore per consentirglielo), un edificio detto il radiatore (9 appartamenti) in via Silvani, un palazzo di 18 appartamenti in via Buondelmonti (in un’ area originariamente destinata a verde pubblico) e un edificio commerciale progettato personalmente da Formigli in via delle Bagnese, dove c’ è chi non riesce neppure ad ottenere il permesso di installare un cancello. Lo ha raccontato il presidente del Comitato del Galluzzo Maurizio Toma, che ringrazia il consigliere di An Giovanni Donzelli per le sue battaglie per la salvaguardia delle colline. Sui quattro interventi Quadra del Galluzzo, i Comitati, Italia Nostra e alcuni residenti hanno presentato una serie di esposti, chiedendo il sequestro dei cantieri.

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