Mar 19 luglio: proiezione di “If only I were that warrior” all’arena cinema diCastello

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Proiezione all’aperto – entrata gratuita

Presenti per domande e risposte:

Giovanni Pompetti – editor del film

Mulu – comunità etiope di Roma e presente nel film

Il film

12 agosto 2012: il comune di Affile inaugura un monumento dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, generale durante la guerra d’Etiopia del 1935 e primo vicerè della nuova colonia. La notizia raggiunge la stampa internazionale e suscita un indignato scalpore. Graziani è colpevole dell’uso delle armi chimico e del ricorso a rappresaglie e massacri della popolazione civile. Crimini di guerra per i quali non è mai stato processato e che appartengono indelebilmente alla più oscure pagine del colonialismo italiano. Le comunità etiopi di tutto il mondo si mobilitano e organizzano proteste. A 75 anni dalla caduta dell’impero italiano persiste la rimozione dei crimini dell’imperialismo fascista e del mito degli “italiani brava gente” Il film indaga su un periodo della nostra storia trascurato e deformato nei miti revisionisti,. Recupera le memorie delle comunità etiopi raccogliendo testimonianze in Italia, Stati Uniti ed Etiopia e tenta di rispondere a tanti interrogativi: Come è possibile che Graziani sia onorato in Italia con un monumento pubblico invece che ricordato per il carnefice che era ? Come è possibile che accada in un paese nato dalla Resistenza ?Come è possibile che si taccia sulle torture, i massacri e la gente bruciata viva nella chiese durante invasione dell’Etiopia ?

Note del regista, Valerio Ciriaci

L’idea per “If only I were that warrior” prese forma a New York nel febbraio 2013: ero andato ad una conferenza attorno al monumento a Graziani ad Affile e li’ esplose furiosa l’indignazione degli etiopi presenti all’incontro. I loro ricordi riportavano alla luce le atrocità compiute a nome del mio Paese e cancellavano la banalità del monumento.

Ho cominciato ad approfondire l’argomento. Ne ho ricavato la conferma che questo capitolo della storia nazionale continui a essere poco indagato. Trascurato dai libri di storia e deformato dai miti revisionisti.

Continuando in questa ricerca le domande sono aumentate: come può il gerarca Graziani, ricordato dagli etiopi come un carnefice, essere onorato in Italia con un monumento ? Come è possibile che questo accada in un Pese come il nostro nato dalla Resistenza e fondato sui valori antifascisti?

Quale è il rapporto tra il mito di ponti e strade costruite e la verità di gente imprigionata e bruciata nelle chiese ?

“If only I were that warrior” cerca di rispondere a questi interrogativi.

Il mio film indaga nel presente, recupera le memorie delle diverse comunità, evidenzia punti di contrasto ma anche di contatto raccogliendo testimonianze e documentazione in Italia Etiopia e Stati Uniti. A ottant’anni dall’invasione dell’Etiopia, il caso Affile ci impone di metter in chiaro il nostro passato e condividerne il peso. Spero di avviare un confronto vero e costruttivo intorno ad una Storia comune che abbiamo evitato troppo a lungo.

I premi

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Info sul film: http://ifonlyiwerethatwarrior.com

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Merc 29 giugno: assemblea di quartiere sull’area Cerdec

RECUPERO DELL’AREA CERDEC: un’occasione per riqualificare il quartiere

Da qualche tempo si sta parlando del progetto che sarà realizzato nell’area ex-Cerdec, che prevede la costruzione di nuovi appartamenti per circa 270 abitanti e che rappresenterà un grosso impatto per il quartiere di Castello.

Nel cuore del centro storico minore di Castello, in prossimità della Villa Corsini e nella zona UNESCO delle Ville medicee, non servono villette di lusso con piscina.

E’ necessario, invece, prevedere un intervento urbanistico di qualità, che preveda residenze compatibili con il contesto urbano esistente, con alloggi a prezzi contenuti da destinarsi a cittadini con reddito medio basso.

Le aree pubbliche previste nell’intervento no devono intendersi come spazi verdi distribuiti a caso oppure ma come opportunità per realizzare uno spazio collettivo da configurarsi come una piazza che possa rappresentare una nuova e importante centralità per il quartiere.

Il progetto di recupero dell’area Cerdec non può essere lasciato alla sola contrattazione fra Amministrazione comunale e privati: i cittadini devono intervenire per rappresentare le esigenze della collettività.

In Consiglio comunale di Firenze è stata già presentata una specifica mozione a cura di tre consiglieri (testo riportato sul retro volantino)

Avremo modo di parlare di tutto questo in occasione della

ASSEMBLEA PUBBLICA

Mercoledì 29 Giugno, ore 21

CASA DEL POPOLO DI CASTELLO

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A proposito dell’area ex-Cerdec

Qui sotto la mozione che verrà a presto presentata in Consiglio Comunale sulla “situazione nell’ara Cerdec”

MOZIONE

Oggetto: Situazione nell’area Cerdec

 IL CONSIGLIO COMUNALE

 Considerato che nel Regolamento Urbanistico sono definite alcune aree di trasformazione che potranno modificare la propria destinazione urbanistica

 Visto che tra le aree di trasformazione attualmente individuate tramite scheda urbanistica risulta esserci l’area ex Cerdec di Castello

 Preso atto che è stato presentato recentemente un progetto al Comune di Firenze da parte della proprietà Società Cooperativa di Castello che prevede la realizzazione di 8 appartamenti di lusso in 4 villette nell’area più vicina alla Villa Petraia

 Considerato che in merito alla norma del 20% sulla totalità della SUP per interventi edilizi superiori a 2000 metri quadrati di superficie da destinare ad housing sociale, la proprietà comunica che si ritiene assolto l’obbligo in quanto la natura stessa della cooperativa costruttrice garantisce l’assolvimento della funzione di housing sociale

 Visto che una delle prescrizioni contenuta nella scheda del Regolamento Urbanistico sarebbe l’obbligo di disporre il costruito non parallelo alla Via Reginaldo Giuliani e dalla visione del progetto risulterebbe non rispettata detta prescrizione del Comune di Firenze

 Preso atto che in una audizione dell’ufficio UNESCO del Comune di Firenze risulterebbe auspicabile effettuare una valutazione d’impatto patrimoniale qualora si intervenga in prossimità di aree o immobili definiti patrimonio dell’UNESCO, come nel caso di specie rispetto alle Ville medicee di Firenze e Sesto Fiorentino

 Visto che dal progetto presentato risulterebbero meno di 3000 metri quadrati destinati a verde pubblico e dislocate soltanto lungo la strada d’accesso e di fronte alla Casa del Popolo, quando invece sono molto più estese in proporzione le aree a verde private soprattutto nella zona a nord dell’intervento urbanistico

 Ritenuto che la strada d’accesso da Via Reginaldo Giuliani a senso unico sbocca in Via della Villa Petraia che non è assolutamente adatta a sopportare un carico di traffico consistente come quello che presumibilmente, senza una dovuta regolamentazione, potrebbe essere obbligata ad accogliere

 Considerato che la Cerdec nel corso della sua attività utilizzava solventi e sostanze inquinanti e che tuttora all’interno dell’area risultano ancora aperte delle vasche di decantazione

 Visto che nel progetto da quanto appreso risulterebbero esser previste delle piscine di competenza delle villette di lusso collocate nella zona a nord nell’intervento urbanistico più vicino alle Ville medicee e in particolar modo alla Villa Petraia, tali da comportare sicuramente spostamenti non irrilevanti di terre da scavo in area collinare e pedecollinare

Visto che per adesso il progetto deve ancora avviare il proprio iter amministrativo salvo una prima riunione tecnica tra il Comune di Firenze e la proprietà con la presenza dei progettisti, propedeutica alla convocazione della vera e propria conferenza dei servizi con tutti i soggetti competenti a rilasciare le necessarie autorizzazioni

Ricordato come il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO ritiene che per progetti inseriti nei territori dei siti inclusi nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, oltre alla Valutazione d’Impatto Ambientale, debba essere effettuata la Valutazione d’Impatto Patrimoniale che consideri il valore universale del sito e ne evidenzi gli effetti dell’intervento sulla conservazione e tutela del sito

 INVITA IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

a tenere in considerazione nella fase d’istruttoria tecnica e nella successiva fase di valutazione del piano attuativo della scheda del Regolamento Urbanistico rispetto all’area ex Cerdec i seguenti indirizzi:

 rifiutare l’interpretazione della società proponente secondo cui la natura giuridica della cooperativa che costruisce permetterebbe di ritenere assolto l’obbligo della norma di destinare almeno il 20% della superficie complessiva ad interventi di housing sociale in quanto la presenza nel progetto di villette di lusso dotate di piscina non possono consentire di ritenere interamente l’intervento di housing sociale

ribadire in sede tecnica la prescrizione prevista dalla scheda del Regolamento Urbanistico dell’area ex Cederc che la disposizione delle costruzioni nell’intervento non possano avere uno sviluppo parallelo alla Via Reginaldo Giuliani

proporre in fase di conferenza dei servizi la realizzazione preliminarmente all’approvazione del piano attuativo e al rilascio di permesso a costruire di una valutazione d’impatto patrimoniale, così come definito dal Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO, dell’intervento rispetto al sito UNESCO delle Ville Medicee

 dichiararsi insoddisfatto e non esaurientemente soddisfatto la prescrizione prevista nella scheda del Regolamento Urbanistico dell’area ex Cerdec che prevedeva la realizzazione di una nuova centralità nell’area a servizio del quartiere e in particolar modo a ritenere insufficiente la quantità e la localizzazione delle aree a verde previste dal progetto presentato dalla proprietà

 provvedere di concerto con la Direzione Mobilità a verificare l’impatto della strada d’accesso alla nuova edificazione a senso unico e a prevedere l’impatto negativo dello sbocco su Via di Villa Petraia rispetto al carico di traffico che quest’ultima possa sostenere

 potizzare nel progetto dell’area ex Cerdec che le aree a parcheggio previste possano essere unite in un punto unico, senza ridurne il numero complessivo dei parcheggi pertinenziali e del sistema complessivo della sosta, così da realizzare una centralità tale da poter essere utilizzata limitatamente temporalmente anche come area mercatale o per attività di interesse collettivo

 a prevedere uno spazio pubblico che deve configurarsi come piazza da intendersi come corte urbana di riqualificazione del contesto urbano, e quindi ovviamente spazio esclusivamente pedonale di prossimità al circolo

 verificare preliminarmente in fase di conferenza dei servizi e con l’ausilio di sondaggi e carotaggi che l’area exCerdec che ha subito nel 2004 un intervento di bonifica risulti ancora oggi totalmente priva di inquinanti e che non vi sia la necessità di un nuovo piano di caratterizzazione delle terre rispetto ad inquinanti e sostanze dannose

 eliminare la previsione di piscine o altri interventi, in particolar modo nell’area nord dell’intervento tali che comportino movimentazioni di terra e scavi in una area fragile del territorio collinare, peraltro alla base del terreno dove sorgono le Ville Medicee di Castello

I Consiglieri e la Consigliera proponenti: Tommaso Grassi, Donella Verdi, Giacomo Trombi

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Via Reginaldo Giuliani: inizia la raccolta firme

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Per firmare:

  • Al Csa Next-Emerson durante le iniziative e i martedì sera
  • Alla CdP di Castello tutti i giorni d’apertura (chiedere al bar)
  • A Frammenti e Trame tutte le sere d’apertura
  • Durante i volantinaggi
  • Ci stiamo attivando con gli Circoli Ricreativi e le Case del Popolo della zona per stabilire date e orari (chiedere informazioni)
  • Scaricare il modulo Pdf e firmare o far firmare via reginaldo giuliani firme
  • informazioni, contatti, riconsegne: soscastello@inventati.org
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Via Reginaldo Giuliani: se le vie cambiassero nome …

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Sab 14 Manifestazione contro gli inceneritori

#UnViSiFaFare

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ven 18 e mer 23: due iniziative contro aeroporto e inceneritore

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Il “Botticelli dimenticato” e la svendita del patrimonio pubblico

E così, mentre il sindaco “piazzista” Nardella vola a Londra per l’inaugurazione di una mostra del Botticelli, a Firenze scoppia il caso del Botticelli ed altre opere d’arte, nascoste. Opere d’arte che sono beni pubblici, che appartengono ai cittadini e in quanto tali da conservare e soprattutto esporre. Così come un bene pubblico è Villa la Quiete, una storica villa medicea anch’essa messa all’asta dall’amministrazione locale insieme alle altre centinaia di aree ed edifici pubblici storici e meno storici ma ugualmente importanti sia per grandezza che per posizione.

Mentre da un lato “Italia Nostra” porta avanti la proposta, successivamente accolta, di far classificare dall’Unesco le ville medicee come Patrimonio dell’Umanità, dall’altra parte l’Amministrazione fa’ in modo che una delle ville, seppur situata a poche centinaia di metri dalle altre, rimanga fuori per poterla inserire nell’elenco delle svendite.

Con il Botticelli “dimenticato” eventualmente da inserire, in maniera nascosta o meno, nel pacchetto “chiavi in mano” della Villa Medicea.

La logica è sempre la stessa: il patrimonio artistico e storico della città viene considerato alla stregua di uno scenario, un contesto museificato che viene enfatizzato e valorizzato solo per spettacolizzarlo e utilizzarlo per “fare cassa”: sia direttamente sia come contesto in cui si colloca l’edificio che si vuole svendere: “vendesi area a 200 metri dal Centro Storico, “vendesi edificio storico situato vicino alla chiesa di Santa Croce”, oppure come nel caso del Centro Sociale Next- Emerson: “vendesi edificio adiacente al Parco delle collina e nel contesto storico delle Ville Medicee”.

Con il sindaco che, come un rappresentate di aspirapolveri, gira le più importanti fiere immobiliari d’Europa per piazzare gli articoli: Teatro Goldoni, Manifattura Tabacchi, San Firenze e via e via fino a raggiungere le centinaia di migliaia di metri quadri pubblici da privatizzare, a cui ultimamente si è aggiunto anche il governatore Rossi anche lui con la sua bella lista, compresa la Villa Medicea.

Certo, lo scandalo di Villa La Quiete è enorme e chi vive il Sodo e Castello tutti i giorni e spesso passa davanti alla Villa, la considera con orgoglio patrimonio, oltre che dell’Umanità, del quartiere stesso, rimane esterrefatto davanti alla colpevole gestione dell’Ente Pubblico.

Così come è certa la volontà degli amministratori di allinearsi alla logica “i beni di tutti nelle mani di pochi” e che abbiano molti soldi!

Ma altrettanto certa è la necessità di contrapporsi alla privatizzazione di beni e servizi rispondendo col rivendicare il riuso sociale delle aree dismesse e l’utilizzo pubblico dei beni cittadini.

Per far si che la città sia di chi la vive

Csa Next-Emerson – via di Bellagio 15

www.csaexemerson.it assemblea@csaexemerson.it @csanextemerson

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Dom 21: camminata no aeroporto, no inceneritori

Camminata 210216

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Lettera di un cittadino: l’abbandono vive a Il Sodo

Il completamento dei lavori di riqualificazione dell’ AREA VERDE SUPERIORE ( Don Renzo Forconi ), l’apertura per la fruizione alla cittadinanza, nel Quartiere Cinque nei pressi dell’abitato de Il Sodo tra le vie della Quiete, Cacciaguida , della Loggia dei Bianchi e Dazzi, è opera importante ma la sua ubicazione periferica rispetto all’ abitato sembra corrispondere più alla ricerca di consenso che alle necessità dei cittadini sicuramente più urgenti e meno costose: voci indicano il suo costo vicino a 1.000.000 di € mentre il giardino in esecuzione nello spazio ex-galileo ( p.zza Dalmazia) in appalto per 1.600.000 € dovrà subire un aumento, non previsto, per la bonifica del terreno . Forse è solo invidia e gelosia da parte dei cittadini de Il Sodo che aspettano da anni un giardino fruibile nei pressi del abitato ma non ancora realizzato. Sindaco e amministratori frequentate un po’ più il quartiere, rapportatevi con gli abitanti sviluppando relazioni che pongano al centro gli interessi dei cittadini e le loro necessità perché la “politica” sembra sempre più orientata al soddisfacimento degli interessi privati e del singolo e sempre meno degli interessi collettivi. I cittadini de Il Sodo si sentono “portatori” di diritti nonostante il loro quartiere sia in periferia ma non per questo meno importante rispetto alla zona storica ed elitaria della città che è oggetto delle maggiori e costose attenzioni .La crisi economica ha colpito pesantemente la nostra società ed abbassato la qualità della vita che si realizza e si esprime attraverso la qualità dell’ambiente oltre che nel lavoro e la sicurezza sociale. In cosa si concretizza l’ AMBIENTE :
– negli spazi verdi e giardini per bambini ed adulti, luoghi ludici, di socializzazione, di “contaminazione“ culturale e mitigazione climatica inseriti necessariamente all’interno dei centri abitati ( le grandi Cascine propagandate appaiono solo un pretesto per allontanare il verde dai centri abitati e dare via libera alla speculazione edilizia subito nella prima periferia).
– nella purezza dell’aria e la riduzione del rumore in contrapposizione all’inquinamento creato dalle auto, moto, aeroporto, autostrada e trasporto delle merci su gomma incentivato da vari sgravi fiscali ecc.
– nel trasporto “pubblico” efficiente e concorrenziale per tempi e denari con quello privato. Che fine hanno fatto i treni navetta connessi con il parcheggio scambiatore di Castello ?
– nella possibilità di sosta delle auto, reso difficile per mancanza cronica dei parcheggi, necessario anche per scaricare eventuali buste della spesa che non è più possibile fare esclusivamente nel quartiere.
– nel frequentare e fruire di opere pubbliche non faraoniche con manutenzione possibile, efficace, per garantirne l’uso in sicurezza e pulizia.
– nella possibilità di arrivare all’ospedale di Careggi in tempi brevi attraverso una viabilità , anche per il trasporto pubblico, non più obsoleta ed inadatta ai compiti attuali della struttura ospedaliera, (il raccordo nord-ovest a Careggi è ancora da completare dopo circa 13 anni e via di Careggi è l’esempio di tale inadeguatezza).
– nel disporre di un territorio con una diversa urbanizzazione non speculativa, ora a uso e consumo dei potentati favoriti, ancora una volta, dall‘ultima legge di bilancio, con la quale è stato ripristinato la possibilità per tutti i comuni di pagare la spesa corrente con gli oneri di urbanizzazione privando i cittadini di una programmazione territoriale eseguita attraverso i loro rappresentanti .
Dubito fortemente che l’apertura alla fruizione pubblica dello spazio verde possa far superare o anche solo mitigare lo sconcerto dei cittadini per lo stato di abbandono e l’incertezza in cui si trova Il Sodo e far condividere un progetto di città e di vita imposti ed estranei.
Sindaco e amministratori, vi aspettiamo: facciamo un giro insieme per il quartiere, guardiamo, discutiamo (l’elenco è molto lungo ), scambiamoci opinioni con parità di titolo, di rispetto, di non protagonismo affinché si capovolga una situazione che neanche a voi, oltre ai cittadini, fa onore!!
Firenze 28/01/2016

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