IL NO dei cittadini di Castello al PIANO STRUTTURALE

LE OSSERVAZIONI DEI CITTADINI presentate già nel 2005 e…

… IGNORATE DALLA GIUNTA DOMENICI

Premessa

Le presenti osservazioni nascono dalla presa d’atto delle continue
episodiche e non coordinate trasformazioni del territorio della zona
in cui sono inseriti i centri storici di Castello, Quarto, il Sodo –
Le Panche, nella fascia pedecollinare a monte della ferrovia fino al
confine comunale con Sesto Fiorentino (corrispondente alla UTOE n° 1
e 27, TAV. 11 Piano) e nell’area cosiddetta "Fondiaria"
posta immediatamente a valle della ferrovia (corrispondente alla UTOE
n° 2, TAV 11 Piano).

La popolazione residente, che si esprime attraverso le
associazioni: Atletica Castello, Circolo Ricreativo Culturale di
Castello, Comitato del "Sodo" inoltre attraverso Partiti,
Parrocchie e privati cittadini costituiti in un osservatorio per la
tutela e la valorizzazione ambientale e dei Centri Storici Minori,
sottoscrive, rappresentata da singole persone fisiche, le
Osservazioni che seguono.

A) Il Piano Strutturale delinea una Organizzazione Urbanistica
Territoriale basata sulle UTOE = Unità Territoriali Organiche
Elementari a cui sono anche riferiti gli standard urbanistici cioè
densità di popolazione in rapporto ai servizi pubblici esistenti
(scuole, servizi socio sanitari, strutture pubbliche, asili nido,
verde pubblico, parcheggi ecc.) che, in definitiva, definiscono la
qualità della Vita Urbana.

Castello è inserito nella UTOE n° 1: Il Centro Storico di
"Castello – Le Panche" immediatamente a monte della
ferrovia considerata una barriera urbanistica a tutti gli effetti.

Nel progetto del Piano, Tomo III a pag. 10 dove è riportato
l’elenco delle Unità Territoriali Organiche Elementari la U.T.O.E.
1) Castello- Le Panche è così definita:

"Castello – Le Panche: U.T.O.E. corrispondente a un
sub-sistema insediativo urbano (borgo storico di Castello,
insediamenti produttivi de-consolidati della fascia pedecollinare,
addizioni recenti lungo Via Sestese, borgo storico di Quarto,
addizioni novecentesche, quartieri recenti e insediamenti produttivi
de-consolidati lungo Via R. Giuliani). Questa unità ha caratteri
molto omogenei e una serie di problemi che possono facilmente trovare
una soluzione concertata. Comprende un certo numero di interventi di
trasformazione di alcuni comparti ex produttivi dismessi o in via di
dismissione, ma è molto vicina all’equilibrio. Il Piano ne programma
una sostanziale difesa." Tale ultima affermazione risulta in
realtà contraddetta nelle scelte operate per i seguenti motivi:

Il Piano definisce anche le Invarianti Strutturali ed in
particolare le Invarianti di mantenimento che identificano le zone
A2: Inalterabilità del paesaggio storico collinare, con relativa
disciplina. (TAV. 10 allegata sub. A)

Per quanto riguarda Castello e Quarto mentre la tutela
paesaggistica affidata alla Soprintendenza ai Monumenti (D.M. del
23/12/1952) attualmente vigente prevede il limite a valle di Via R.
Giuliani, dal termine fino al Sodo, Via dell’Osservatorio, Via di
Boldrone, Via della Quiete, Via delle Gore (All. B), la Invariante
strutturale definisce il limite della inalterabilità del paesaggio
storico collinare (corrispondente alla delimitazione a monte della
UTOE n° 1 All. C) con Via di Bellagio, Via di Castello, Parco della
Villa di Castello, Chiesa di S. Michele a Castello, Via S. Michele a
Castello, Via della Petraia, Via di Boldrone, Via della Quiete, Via
delle Gore.

Di fatto  tale delimitazione che non prevede invarianti può
consentire di spostare ancora verso monte il limite del Parco Storico
delle colline così come definito dal P.R.G. vigente (All. D) che è
delimitato da Via di Bellagio, Via R. Giuliani, Atletica Castello,
Viottolone della Villa di Castello, Parco della Villa di Castello,
Via del Pontormo alto, Via della Querciola, Via R. Giuliani, Via
della Petraia, Via G. Ricci, giardino Villa Pazzi, terreni a valle
della Quiete, Via della Quiete, Via delle Gore.

La delimitazione della UTOE n° 1 verso monte potrà consentire in
definitiva la progressiva erosione dello stato primitivo delle aree
agricole collinari o immediatamente pedecollinari che fanno o
facevano parte con le case coloniche e i relativi poderi del
complesso delle Ville monumentali di Castello (vedi pianta dei
terreni che formano l’Imperial Fattoria di Castello del 1810
allegata) e di Quarto. Il dato di fatto è storicamente documentato
dall’inserimento progressivo avvenuto in più rate nel lontano e nel
più recente passato di edifici industriali quali Ex Saivo, ex
Cerdec-Degussa, ex Chi-ma e di altre strutture quali la scuola
prefabbricata del Pignone su 3 piani (materna ed elementare e asilo
nido) di Via del Pontormo, in zone sottoposte a tutela paesaggistica
vincendo sempre le resistenze della Soprintendenza ai Monumenti ora
Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il
patrimonio Storico Artistico e Demo-etnoantropologico.

Castello risale all’epoca della centuriazione romana, il toponimo
deriva da "Castellum" o deposito d’acqua dell’acquedotto
romano che dalla Chiusa di Calenzano, seguendo nel tratto che ci
interessa, Via di Castello, portava l’acqua a Firenze.

Le numerosissime case torri medioevali presenti nel territorio,
intorno alle quali sono state successivamente edificate Ville e case
coloniche facevano di questa zona la porta Nord Ovest della città
insieme alle Chiese e ai Borghi con le loro corti.

I Medici e numerose famiglie fiorentine che vennero a stabilirsi
nel Rinascimento a Castello investirono in queste Ville Fattorie in
arte, scienza e cultura. Numerose pubblicazioni a cura del ex
Quartiere 9 ora 5, della Cassa di Risparmio di S. Miniato, della
Parrocchia di S. Michele a Castello, del Consiglio Nazionale delle
Ricerche (vedi bibliografia allegata) illustrano la storia,
l’architettura e i depositi artistici e storici presenti, i giardini,
le piante, le coltivazioni e i frutti, le sistemazioni idrauliche per
l’irrigazione e per l’allontanamento delle acque piovane.

In definitiva un pezzo unico della Firenze rinascimentale
sconosciuto ai più del quale non esiste ancora un completo
inventario.

In questo quadro di riferimento non possiamo perseverare nella
erosione delle aree limitrofe alle Ville fino sull’uscio della Villa
di Castello sede dell’Accademia della Crusca o fino al muro di cinta
della Villa della Quiete anche se questo avviene per ora solo in modo
cartaceo e sempre sotto i limiti imposti dal D.M. del 23/12/1952
escludendo dalle aree protette dal limite della inedificabilità la
stessa Villa Corsini e il Viale di ingresso alla Villa di Castello.

E’ l’idea stessa di non includere le aree agricole e a verde
privato esistenti comprese fra il centro storico di Castello e le
Ville fra le aree del paesaggio storico collinare come invarianti, di
mantenimento A2 che non risponde neppure alle linee guida del Piano
Strutturale ("Fare una città più bella e più giusta; città
in villa o città delle colline"). Ciò compromette qualsiasi
futuro possibile sviluppo turistico e museale di tutta l’area che in
tempi di magra rappresenta una notevole risorsa economica da
valorizzare.

E’ fondamentale che fra l’abitato del centro Storico di Castello,
del Sodo e delle Panche e l’unghia della collina siano mantenute a
verde aree comprese fra le costruzioni esistenti e le Ville del Parco
Storico al fine di creare una zona con la funzione di filtro
ambientale individuando i percorsi collinari esistenti e di notevole
valore non indicati nel quadro conoscitivo. Una parte di queste aree
a partire dal confine dei parchi di Villa Corsini e Villa Petraia
risulta inclusa nella A.N.P.I.L. del terzolle (Si allega planimetria
sub. E).

Il Patrimonio Storico, Artistico Culturale e Paesaggistico di
Castello e di Quarto non è un patrimonio di esclusivo godimento
degli abitanti del luogo ma è un pezzo consistente di quello della
Città di Firenze a meno che non si vogliano considerare le residenze
estive dei Medici e delle più importanti famiglie fiorentine del
Rinascimento una pura annotazione storico letteraria. Si allega, in
proposito, sub. P un contributo dell’Arch. Marco Zingoni, urbanista,
che rifacendosi alle prescrizioni del P.T.C. individua una serie di
carenze notevoli del Piano Strutturale sotto questo aspetto.

B) Nella Tavola 11 (All. F e G) dove risulta individuato la
U.T.O.E. n° 1 è prevista un’area di trasformazione, corrispondente
alla superficie occupata dalla ex Cerdec ex Colorificio Degussa ex
Romer e dalla SEVES, ex Vetroarredo ex Saivo, per una superficie di
circa mq. 83.000.

Tale area si colloca in fregio alla Via R. Giuliani ed è compresa
fra Via della Petraia e Via G. Ricci.

La disciplina prevista per tali aree (Progetto Tomo III) pag. 11
n° 6 esordisce affermando che: a) "corrispondono quasi tutte a
complessi immobiliari dismessi o in corso dismissione". Inoltre
prevede che: b) "la determinazione delle destinazioni che
potranno essere insediate viene rimessa ad una procedura decisionale
fondata su una serie di analisi di convenienza territoriale,
ambientale, economica, sociale, culturale".

Nella disciplina di gestione (pag. 11 n° 8 penultimo comma) si
prevede inoltre:

"Saranno escluse ulteriori aperture di centri commerciali,
nonchè di medie o grandi strutture di vendita, al di fuori di quanto
previsto nell’elenco approvato con la delibera del consiglio comunale
in vigore all’atto dell’approvazione delle presenti Norme. Solo
all’interno delle Aree di trasformazione individuate nelle UTOE
5-6-12-17-21 si potranno eventualmente ammettere medie strutture di
vendita correlate al recupero urbano delle aree medesime: Nell’UTOE
21 inoltre le medie strutture di vendita potranno essere ammesse
anche in edifici esterni alle aree di trasformazione, se finalizzate
alla qualificazione del sistema commerciale di settori urbani
definiti dal Regolamento Urbanistico."

Nella Tavola 11 relativa alla UTOE n° 1 il Piano prevede un
intervento complessivo riconducibile in larga parte all’area di
trasformazione del Sodo, con un insediamento residenziale di 3.360
abitanti e un insediamento commerciale e direzionale su superficie di
recupero di 15.000 mq.

Tale previsione relativa all’area di trasfomazione si rivela
totalmente in contrasto con le affermazioni precedenti e non è
accettabile così come proposta per i seguenti motivi:

1) perchè con l’insediamento previsto si cambierebbe l’assetto
urbanistico, economico e sociale di Castello e del Sodo raddoppiando
quasi la popolazione attualmente residente, in un area già carente
di servizi pubblici e con una viabilità già al collasso.

2) perchè la previsione è basata sostanzialmente su un
presupposto errato e cioè che la SEVES ex Vetroarredo (ex SAIVO) sia
una azienda in fase di dismissione mentre è attualmente sede di una
società vetraria multinazionale con 225 dipendenti circa in piena e
proficua attività, che gode ottima salute.

Le previsioni in questione, nella attuale congiuntura del mercato
mondiale, avrebbe l’unico merito di favorire, se se ne presentasse
l’occasione oppurtuna, la delocalizzazione dell’azienda con
gravissime conseguenze dal lato occupazionale.

3) Castello, il Sodo e l’area pedecollinare sono attraversate da
correnti di traffico da e verso Sesto Fiorentino da e verso
l’Ospedale di Careggi su direttrici viarie adatte un tempo per i
pedoni, il calesse e il cavallo (Via di Castello, Via di Boldrone,
Via Giuliano Ricci, Via delle Panche, Via dell’Osservatorio, Via
delle Montalve, Via R. Giuliani) che interferiscono in maniera
pesantissima con la residenza. Un ulteriore carico urbanistico come
quello ipotizzato porterebbe al collasso e al degrado totale delle
aree in prossimità delle Ville Medicee, di Villa Corsini e di Villa
la Quiete. (vedi foto aeree All. sub. H-I-L).

C) VIABILITA’

Nello Statuto dei Luoghi e Normativa di Attuazione Titolo II art.
9 disciplina delle invarianti strutturali e statuto dei luoghi titolo
B "invarianti strutturali di programma" al capitolo B4
viene trattata la circonvallazione Nord – Varlungo – Castello.

A tale proposito si fa presente quanto segue:

1) La viabilità di superficie in fase di realizzazione che da Via
Caldieri convoglierà il traffico a Careggi in zona Via delle Gore e
Cappelle del Commiato avrà forse il merito di allegerire il traffico
su Via Vittorio Locchi ma creerà i seguenti problemi:

a) una nuova ferita nel territorio pedecollinare immediatamente a
valle della Villa dè Pazzi, della Villa la Quiete e della Loggia dei
Bianchi, di difficile rimarginazione.

b) sarà utilizzata, ovviamente come 1° tratto della
circonvallazione Nord, funzione attualmente svolta da Via di
Castello, Via di Boldrone, Via delle Montalve, Via della Quiete, Via
P. Dazzi, Via delle Logge dè Bianchi, Via delle Gore, Careggi ecc.
fino ai Massoni o fino a Via Bolognese e alla Via Faentina intasando,
come già avviene, tutta la viabilità intorno a Careggi, Ospedale
Regionale e d’interesse nazionale (vedi nuovo ospedale Mayer).

c) incrocerà le seguenti direttrici di traffico:

Via delle Panche (verso Sesto Fiorentino); Via Reginaldo Giuliani
(da e verso Sesto Fiorentino);  Via della Quiete da Sesto
Fiorentino

E’ molto probabile che tali incroci rallenteranno notevolmente il
flusso del traffico crendo in determinati casi momenti di crisi e di
congestione.

D) U.T.O.E.  n° 2

Gli interventi previsti nella U.T.O.E.  n° 2 interesseranno
di riflesso la U.T.O.E.  n° 1 anche se la comunicazione fra le
due aree è attualmente impedita dalla barriera fisica della linea
ferroviaria,  dal prolungamento della Via Perfetti Ricasoli
nonchè dal mancato collegamento del sottopassaggio a 4 corsie che
fiancheggia il parcheggio scambiatore di Castello con la Via Perfetti
Ricasoli che attualmente lo rende pressochè inutilizzabile.

La trasformazione di questa periferia urbana posta nella campagna
Medicea può avviare due processi diametralmente opposti:

a) Interventi episodici non collegati fra loro e con il contesto
storico-culturale e paesaggistico esistente, privi dei servizi
fondamentali necessari che precipiterebbero questa periferia nel
degrado e nell’anonimato.

b) Interventi completi sotto tutti gli aspetti che possano
ricreare una nuova identità e il senso di appartenenza alla città
con notevoli vantaggi sociali, politici ed economici  per gli
insediamenti esistenti e futuri sia per il prestigio che per la
storica posizione strategica di Porta Nord Ovest di Firenze.

PERTANTO CON LE PRESENTI OSSERVAZIONI SI CHIEDE:

(per quanto esposto in A):

1) Tutte le aree agricole esistenti nonchè le aree pedecollinari
destinate a verde  poste a valle degli insediamenti di valore
storico artistico vengano incluse nella zona A2 delle Invarianti
strutturali in cui è prevista la Inalterabilità del paesaggio
storico con relativa disciplina e ciò indipendentemente dalla
delimitazione della UTOE n° 1. A tale scopo si allegano le
fotografie aree delle aree in oggetto con la sovrapposizione delle
delimitazioni di P.R.G., progettate dal Piano, e richieste con la
presente Osservazione. (All. H – I) Si allega inoltre un estratto del
Piano Strutturale opportunamente ingrandito con alcune fotografie e i
relativi punti di ripresa delle aree agricole e di "filtro"
esistenti nella fascia pedicollinare ai fini di una più precisa e
documentata rappresentazione dello stato di fatto. (All. L-M)

2) Si chiede che venga incluso fra i percorsi collinari quello
indicato nella cartografia allegata integrata dalla documentazione
fotografica.Tale percorso è stato già sperimentato in occasione
della Settimana dei Beni Culturali del 2004 a cura della
Soprintendenza dei Beni Architettonici e del Paesaggio e della
Parrocchia di S. Michele a Castello di cui si unisce pure la
documentazione. (All. N)

(per quanto esposto in B):

1° Che nella fase attuale per l’area di trasformazione del Sodo
venga eseguito solamente il piano particolareggiato della
trasformazione dell’Area della Cerdec ex Degussa Ex Romer prevedendo
la realizzazione di una fascia di rispetto per la Villa Corsini lungo
Via Giuliano Ricci e la realizzazione di una piazza (tipo grande
corte) interna, sul retro dell’ex Asilo Ritter che potrebbe essere
destinato utilmente ad una funzione sociale di tipo pubblico.

2°) Che la residenza venga calcolata in base alla capacità
ricettiva in ordine ai servizi e alle attrezzature pubbliche già
esistenti sul territorio e a quelle realizzabili nella stessa area di
trasformazione e comunque insediamenti residenziali con altezza fuori
terra non superiore a 6 mt. e quote di residenza non superiori a 100
unità abitative.

3°) Che non venga realizzato alcun centro commerciale ma siano
previsti esercizi commerciali di vicinato al fine di rivitalizzare il
Centro Storico di Castello con una piazza – corte, che godrebbe di
centri di pubblico interesse quali la Casa del Popolo con il suo
Circolo ricreativo, la Chiesa di Via della Petraia con l’Istituto S.
Luigi, l’ex asilo Ritter da riqualificare. Le tipologie presenti
delle antiche corti di Castello circostanti potrebbero essere il
riferimento storico e architettonico. I numerosi Centri Commerciali
vicini (Ipercoop e Esselunga di Sesto Fiorentino già soffrono di
eccesso di offerta).

4°) Che si preveda fino da ora la possibilità o meno di un
raccordo fra la Via Reginaldo Giuliani e la Via Sestese per una
immissione regolata dei veicoli provenienti dall’area di
trasformazione in questione sulla media e la grande viabilità. Senza
un raccordo efficiente la trasformazione dell’area risulterebbe
estremamente problematica.Tale raccordo potrebbe svincolare nella
fase attuale il traffico pesante proveniente dalla SEVES dalla piazza
del Sodo e dalla stretta Via del Sodo alleggerendo in modo
determinante gli intasamenti periodici della piazza e di Via delle
Panche.

5°) Che vengano previste adeguate quote di edilizia convenzionata
le cui ultime realizzazioni a Castello risalgano agli anni ’80.

(per quanto esposto in C):

1) Che venga progettato e finanziato rapidamente con i contributi
regionali e statali il progetto di sottopasso del Sodo nell’ambito
della realizzazione della tangenziale secondo quanto previsto dai
progetti della viabilità di accesso al Polo Ospedaliero di Careggi
ed un eventuale alternativa al 2° stralcio del progetto in questione
. Tale intervento risolverebbe in parte i problemi del traffico nella
UTOE n° 1.come previsto dall’ O.d.g. del Consiglio Comunale del
12/01/2005).

2) Che venga ridotto al massimo con opportuni accorgimenti
l’impatto ambientale e paesaggistico degli interventi in corso di
esecuzione (vedi foto panoramica All. sub. N).

(per quanto esposto in D):

1) Nel territorio della U.T.O.E. n° 2 a confine con la ferrovia e
Castello vengano previsti interventi di edilizia residenziale anche
convenzionata al fine di garantire uno sviluppo urbano che non
comprometta l’assetto attuale della zona pedecollinare.

2) Sia valutata con attenzione l’area di trasformazione "Fanfani"
che interessa attualmente edifici per attività artigianali e
industriali in fase di ultimazione per i quali sono state rilasciate
recentemente le relative concessioni.

3) Che gli interventi previsti tengano conto della relazione in
cui si verranno a trovare sotto tutti gli aspetti: viabilità,
paesaggio, servizi ecc. con la fascia pedecollinare a monte, in
relazione ad una ulteriore valorizzazione dei suoi depositi artistici
e storici per una crescita sociale e culturale della popolazione oggi
ed in futuro residente. Si allega a tale proposito sub. una analisi
del Piano Strutturale dell’area in questione da un punto di vista
urbanistico dell’Arch. Marco Zingoni.

Viene richiesto pertanto che venga fornita una informazione
preventiva ai cittadini tramite gli organismi istituzionali,
Quartiere e Comune, sia tramite stampa, sia per mezzo delle realtà
di aggregazione presenti sul territorio.

Confidando nell’attenzione dell’Amministrazione Comunale e
nell’accoglimento delle osservazioni sopra illustrate porgono
distinti saluti.

Firenze, 28 febbraio 2005

BIBLIOGRAFIA

— Quartiere 9 – CASTELLO – Campagna Medicea – perifeia urbana

Studio GE9 1984

— Le Ville e i Giardini di Castello e Petraia a Firenze

Cristina Acidini Luchinat – Giorgio Galletti

Pacini Editore Via Gherardesca 56014 Ospedaletto (PI) edito a
cura della Cassa di Risparmio di S. Miniato S.p.A.

— Agrumi frutta e Uve nella Firenze di Bartolomeo BIMBI pittore
Mediceo

Consiglio Nazionale delle Ricerche

(Enrico Baldini, Elvio Bellini, Piero Fiorino, Piero Luigi
Pisani, Franco Scaramuzzi)

— CASTELLO itinerario tra le Ville – Quartiere 9 – Studio GE9
Firenze – Aprile 1990

— Itinerario nel territorio di Castello a cura di Laura Mercanti
e Giovanni Straffi a cura del Comune di Firenze e Consiglio di
Quartiere 5 (Commissione Cultura Quartiere 5).

— La Prioria di S. Michele a Castello in occasione del restauro
della Madonna del Trecento – Stefano Bertocci, Monica Bietti Favi,
Rossella Lari (Firenze 1994 All’Insegna del Giglio)

Alcune delle pubblicazioni sopra indicate contengono una più
ampia bibliografia relativamente alla U.T.O.E. n° 1.

 

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