Biagi, Domenici e il destino del parco – da repubblica

Biagi, Domenici e il destino del parco

FRANCA SELVATICI

Il 30 settembre la Giunta comunale di Firenze ha approvato un emendamento al Piano Strutturale che ipotizza la possibilità di un trasferimento nell’ area di Castello dello stadio e di attrezzature annesse. Con questa formula: «Previa un’ idonea procedura di valutazione, potranno far parte dei servizi di grande scala collocati nell’ Utoe (Utoe = unità territoriale organica elementare – Ndr) di Castello anche lo stadio per il calcio, accompagnato da attrezzature per il tempo libero e la cultura». Dunque, non solo lo stadio. Ma neppure l’ intera cittadella dello sport proposta il 19 settembre da Diego Della Valle, che occuperebbe 80-90 ettari, cioè l’ intera estensione del previsto parco urbano, e anche di più. Il 20 settembre il sindaco Leonardo Domenici è del parere che il progetto Della Valle sia da approvare in blocco. «Bisogna smitizzare l’ idea del parco», dice all’ assessore all’ urbanistica Gianni Biagi: «… Non è che fare il parco di per sé sia una garanzia… può essere molto meglio farci quello che ha proposto ieri Della Valle». Biagi gli spiega che è impossibile: «Bisogna che sia dato un ridimensionamento all’ ipotesi di Della Valle… cioè loro bisogna che da 80-90 ettari arrivino fino a 40 ettari… perché ci sono tutta una serie di limiti all’ edificabilità e il parco occupa lo spazio che in parte è inedificabile… quindi c’ è questo piccolo particolare che non è banale». Chiarito questo punto, Biagi si impegna con il responsabile del piano strutturale, architetto Di Benedetto, a preparare l’ ipotesi di trasferimento dello stadio da Campo di Marte a Castello. Di Benedetto: «La giunta il 30 decide questo emendamento e poi avviene la trasmissione ai valutatori, non so se mi sono spiegato, in modo che non ci sia una cosa che sembra una pastetta». Il 29 settembre il testo dell’ emendamento è quasi pronto. Biagi a Di Benedetto: «Ce n’ è qualcuna di osservazioni che parla dello stadio? Ci vorrebbe… dello stadio in senso lato, delle difficoltà di Campo di Marte». Di Benedetto: «No, non c’ è, sono sicuro… comunque domattina di corsa metto le ragazze a veder se me ne trovano una, ma non mi risulta, me ne sarei ricordato». Biagi: «Eh, perché l’ unico punto di piccola debolezza è questo… è un po’ surrettizia questa, guardandola». Il 30 settembre il sindaco Domenici chiama due volte (alle 13,55 e alle 14,10) l’ assessore Biagi, che è in riunione con la maggioranza. Sindaco: «Io mi sono vista questa cosa qui, ma qual è il punto che ci interessa?» Biagi: «Nell’ ultima pagina». Sindaco: «Ci vediamo dopo, lì come va?». Biagi: «Sono abbastanza d’ accordo, però tutti dicono che non si tocca il parco se non oltre un certo limite, e vogliono fare un atto di indirizzo». Sindaco: «Chi lo dice questo?» Biagi: «Sinistra Democratica… il Quartiere 5». Sindaco: «Che ci fa Sinistra Democratica?… Per me questa riunione di maggioranza non esiste. Gli puoi comunicare da parte mia che queste cazzate sul parco se le possono ringoiare perché io porto in consiglio comunale una delibera per cambiare la destinazione del parco, e chi non ci sta è fuori e si vota prima del tempo». Nella telefonata delle 14,10 il sindaco precisa ciò che vuole nell’ emendamento: non solo lo stadio, ma anche le attrezzature per il tempo libero e la cultura. «Loro (i Della Valle Ndr) hanno proposto 4 cose: lo stadio, il parco tematico sul calcio, il centro d’ arte contemporanea e poi gli alberghi e centro commerciale, va bene? Togliamo alberghi e centro commerciale che rientrano in un’ altra logica, in un’ altra programmazione urbanistica. Rimangono lo stadio, che c’ è, non vedo il parco tematico… va be’ il centro d’ arte contemporanea si può discutere…». Biagi assicura che Gaetano (Di Benedetto) correggerà il testo. Poi il sindaco torna sulla riunione di maggioranza: «Oh, spero che tutti capiscano che il Sindaco vuole toccare il parco, cioè vorrei che su questo non ci fossero dubbi: io voglio toccare il parco, e non perché voglio dare ragione a Della Valle ma perché quel parco mi fa cagare da sempre, è chiaro? … Allora tu gli dici che bisogna toccare il parco e poi per favore cacciate a pedate Sinistra Democratica, va bene?».
 
 

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