‘Quindi si può fare lo stadio?’ ‘Ah… io glielo dico, ci terrei tanto…’ – da repubblica

‘Quindi si può fare lo stadio?’ ‘Ah… io glielo dico, ci terrei tanto…’

Ligresti: «Della Valle ha fatto fare un progetto a Fuksas per lo stadio a Castello». Casamonti: «Peccato, ci tenevo a farlo io». Ecco Casamonti nelle intercettazioni. Così, nel decreto di sequestro dell’ area di Castello, i pm inquadrano il ruolo di Casamonti e il motivo per cui è stato indicato quale progettista incaricato del gruppo Ligresti: «Si tratta di una persona di fiducia del Biagi, da questo preventivamente indicata alla parte privata, quale suo intermediario, il quale, al contempo, viene utilizzato dalla parte privata medesima per realizzare il più in fretta possibile il risultato di portare a casa le concessioni per edificare in area Castello». Il 12 aprile, in un colloquio con il collega Savi, Casamonti fa capire di aver ricevuto l’ incarico a seguire le progettazioni esecutive degli edifici a Castello e sintetizza la sua filosofia progettuale accettata da Ligresti per la realizzazione delle case. Casamonti: «… ha accettato l’ idea di farle anche tutte storte…». Savi: «… mah». Casamonti: «l’ ha accettata e ha detto… si, si e ha detto a Gianni che… che gli va bene… me lo ha detto a me che sono andato a parlare con lui… che gli va bene di prendere le… a "C" però articolarle in modo più dinamico… in modo più coerente con il progetto di… Novoli nel senso eh… di fare appunto questo… non questa via Masaccio tutta dritta… ma… una città con il fuori angolo come ha fatto Adolfo no (Natalini ndr)… questa cosa». Il 30 maggio, colloquio telefonico tra Casamonti e Ligresti sullo stadio da costruire a Castello. Ligresti: «… sì, ma anche questo dello stadio… può essere una cosa buona…». Casamonti: «… può essere un buon lavoro, ah!… io glielo dico, ci terrei tanto… ci terrei tanto a fare questo stadio… ». Ligresti: «… sì, un parco di 80 ettari… quindi si può fare lo stadio?». Casamonti: «… assolutamente…». Ligresti: «… come ha detto i giornali perché ci hanno preceduto… ne sanno più di noi…». Casamonti: «… perché è la scelta giusta ingegnere, perché per la città è la scelta giusta e l’ area è buona…». Ligresti: «… cambia Firenze,… diventa un colpo di vita, eh…». Casamonti: «… no, no, diventa una cosa bellissima, bellissima, quindi domani, domani viene da me e poi io domani sera o domenica mattina… mi chiamate, lei o Giombini o io… e le faccio un rapporto…» Ligresti: «Diego (Della Valle ndr) ha fatto un progetto… ha fatto fare un progetto a Fuksas (Massimiliano ndr)…». Casamonti: «… chi l’ ha fatto fare questo?». Ligresti: «… Diego Della Valle, perché?..». Casamonti: «… ah, già glielo ha fatto fare?». Ligresti: «… sì, lo sta facendo, sa una cosa…». Casamonti: «… peccato perché ci tenevo a farlo io…». Ligresti: «… va bè architetto si può sempre collaborare… mica si…». Casamonti: «… proviamo, proviamo a vedere… proviamo a vedere…». Ligresti: «… eee…». Casamonti: «… proviamo a vedere… va bene, va beh comunque non è importante che io faccia i progetti… l’ importante ingegnere è che le operazioni vadano avanti… questo è il mio compito…». Ligresti: «… faccia anche i progetti… oh! e guadagni qualche soldo e…». Casamonti: «… perché se io non le porto avanti le operazioni… poi lei non mi vuole più bene e invece ho bisogno che lei mi voglia bene perché io la stimo e per me sarebbe un piacere e un onore lavorare per lei… quindi lo sa…». Ligresti: «… si ma Biagi… insomma, adesso dovrebbe marciare…». Casamonti: «… si, si adesso marcia, mi ha chiamato lui, guardi ingegnere, mi ha chiamato lui, quindi sono molto ottimista…». Il giorno dopo Casamonti chiama Biagi per dirgli che Ligresti gli ha dato il compito di trovare una collocazione per lo stadio. Casamonti su ciò che gli ha detto Ligresti: «…"bisogna predisporre dove va lo stadio perché"… ho detto… "guardi… vediamo… perché appunto… come tu sai Gianni… lui chiede… ma io gli… poi… l’ ingegnere scusi… noi si continua a lavorare… non mi ha mai pagato… gli ho detto… "guardi ingegnere… noi si lavora cerchi di capire"… "no appena danno la concessione… tanto ora le danno?!"». Biagi: «… si è vero… è vero ora vi si danno… perché ho parlato… il sindaco ha detto… "andiamo avanti"… quindi tutto… si dovrebbe partire». La mattina del 23 settembre, dopo che è stato presentato il progetto di Fuksas per lo stadio a Castello, l’ architetto Casamonti invia un amaro sms a Biagi nel quale fa cenno anche alla gare per la progettazione dell’ auditorium del nuovo teatro comunale nella quale il suo progetto è arrivato secondo: «Caro Gianni, credo tu possa capire il senso di frustrazione di questi giorni, ho lavorato due anni sul progetto Castello come sai con grande generosità, certamente non per soldi, ma per il desiderio di fare qualcosa di importante per la città, ma la cronaca di questi giorni dimostra che nessuno ha in nota questo lavoro, né il sindaco, né la stampa, né un cittadino, come se i progetti, i programmi e il contributo culturale profuso fossero carta straccia. Tutti fanno tutto, Della Valle e Fuksas in testa ignorando, perché nessuno glielo ha mai detto, che ci sono persone, permettimi, non proprio gli ultimi stronzi, che hanno fatto qualcosa, non per Ligresti, ma per la città. Ti pare giusto tutto questo? Dopo l’ auditorium non ti pare un po’ troppo? Se continua questo maltrattamento organizzo una conferenza stampa e riempio 5 stanze di plastici e disegni, almeno qualcuno vedrà il nostro lavoro. Un saluto, Marco. p.s. Sto preparando una lettera per il sindaco, comunque prima di inviargliela te la faccio leggere».
 

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